Il Consorzio

Storia

L’individuazione e la definizione dei bacini imbriferi montani nell’ambito della normativa nazionale relativa all’uso delle acque per la produzione di energia elettrica, rappresentò un momento rilevante per la valorizzazione delle popolazioni e dei territori della montagna, in quanto riconobbe loro un ruolo di partecipazione alla ricchezza prodotta dalle centrali idroelettriche situate entro i loro confini.
Tutti i concessionari di centrali idroelettriche con potenza nominale media annua superiore ai 220 kW le cui opere ricadevano in tutto o in parte nei territori delimitati, furono infatti sottoposti al pagamento di un sovracanone da destinarsi a favore del progresso economico e sociale delle popolazioni residenti e per il finanziamento di opere di sistemazione montana non controllate dallo stato. Ai fini di una migliore gestione delle risorse finanziarie derivanti dai sovracanoni, la legge 959 del 27.dicembre.1953 offrì inoltre ai comuni ricompresi nei bacini, la possibilità di costituirsi in consorzio.
Nel tempo, la funzione amministrativa relativa alla gestione del demanio idrico è stata demandata dallo Stato al sistema delle Regioni e delle autonomie locali, con il d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112.
La Regione Piemonte, a sua volta, ha riordinato le competenze con la l.r. 26 aprile 2000, n. 44 secondo i principi definiti dalle norme di riforma della Pubblica Amministrazione, riservandosi determinazione e l’introito dei canoni per l’uso delle acque pubbliche.

Cos’è un Bacino Imbrifero Montano?

Il termine “imbrifero” deriva dalla parola latina imber = pioggia e indica una zona che raccoglie le acque piovane che alimentano un fiume.

Con il termine di bacino imbrifero montano, introdotto dalla legge 27 dicembre n. 959, si intende il territorio delimitato da una cintura montuosa o collinare che funge da spartiacque, ubicato al di sopra di una certa quota assoluta stabilita bacino per bacino.
Il bacino è delimitato verso valle da una sezione dell’asta principale, detta “sezione di chiusura del bacino”, in cui transitano tutte le acque superficiali raccolte dalla rete naturale di drenaggio.
Fin dalla fine dell’ottocento molti bacini montani, in special modo nell’Italia settentrionale, furono oggetto di forte interesse per la possibilità di utilizzare l’energia prodotta dalla caduta delle acque su salti consistenti, per trasformarla in forza motrice adatta a far funzionare i primi opifici di tipo manifatturiero e, in seguito, per produrre energia elettrica.

 

Abitanti del Consorzio

1^ SEZIONE ABITANTI

SETTIMO VITTONE 1.585
CAREMA 770
QUINCINETTO 1.080
TAVAGNASCO 820
ANDRATE 476
NOMAGLIO 333
QUASSOLO 403
5.467

2^ SEZIONE ABITANTI

BORGOFRANCO D’IVREA 3.631
LESSOLO 1.956
CHIAVERANO 2.198
BOLLENGO 1.997
BUROLO 1.349
11.131

3^ SEZIONE ABITANTI
ALICE SUPERIORE 616
BROSSO 474
BALDISSERO CANAVESE 513
CASTELLAMONTE 531
CASTELNUOVO NIGRA 440
ISSIGLIO 402
LUGNACCO 338
MEUGLIANO 109
PECCO 224
RUEGLIO 779
TRAUSELLA 139
TRAVERSELLA 386
VICO CANAVESE 902
VIDRACCO 522
VISTRORIO 496
6871

TOTALE ABITANTI DEL CONSORZIO BIM 23.469

Statuto del Consorzio

Di seguito in allegato lo Statuto del Consorzio per il Bacino Ibrifero Montano della Dora Baltea